Allo sguardo di E.
Non sapevamo niente del mondo, e il fulmine, la roccia e la tua faccia hanno compromesso il sogno. Che fatica la serietà della vita, il possedere, il tenere al guinzaglio i sentimenti e sopportare il prossimo anche quando ti è estraneo come il seme lo è al fuoco.
Non sapevamo niente del mondo, e il fulmine, la roccia e la tua faccia hanno compromesso il sogno. Che fatica la serietà della vita, il possedere, il tenere al guinzaglio i sentimenti e sopportare il prossimo anche quando ti è estraneo come il seme lo è al fuoco.
Mi sono seduto a lungo in questo agosto sereno, e non è bastata la vita, così le nostre parole protette da pergole hanno allungato il tempo immergendoci in mondi lontani.
Quest'anno il sole non mi ha scottato, e i tuffi erano davvero tuffi, gli scogli mi parevan braccia e la sabbia faceva la sabbia. Potrei continuare all'infinito con queste sviolinate da mare, ma le ferie stanno finendo, e non ci resta che tornare a fare le comparse di giorno - per portare la pagnotta a casa - e sedimentare silenziosamente questi momenti di pura gioia in robuste barriere coralline: per difenderci dagli inverni e crescere contenti di noi, del nostro essere migliori, mica di voi, ma di quello che eravamo ieri. Perché in fondo restiamo sempre bimbi fragili in un mondo "cupo e sordido".
Anche quest'estate ho utilizzato il miglior calmante in commercio:

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