Volevo staccare da questo ingombrante blog, per inquinare meno l'etere e le teste, e i miei pensieri. Niente, questo resta tra i luoghi migliori dove trascorrere le vacanze. Ridete pure, ma è così per me, che sto a metà delle ferie e vorrei spaccarle in due come un cocomero: vedere se c'è del liquido amniotico da leccare con le dita, tra i semi e la polpa rossa.
Se non avete proprio niente da leggere, non vi siete portati i libri dietro, o magari i classici volete evitarli ancora per un anno, allora vi suggerisco di leggere questi last minute qui. Per il resto, si sa, fate come vi pare.
Qui sotto c'è una cosetta di mio cugino Arturo; mi chiede cosa ne penso mentre io giro la mia faccia abbronzata da un'altra parte. Così lo faccio sentire davvero solo, come è giusto che si senta chi si azzarda a scrivere cosette in pubblico. Sbaglio?
ciambelle
Se non avete proprio niente da leggere, non vi siete portati i libri dietro, o magari i classici volete evitarli ancora per un anno, allora vi suggerisco di leggere questi last minute qui. Per il resto, si sa, fate come vi pare.
Qui sotto c'è una cosetta di mio cugino Arturo; mi chiede cosa ne penso mentre io giro la mia faccia abbronzata da un'altra parte. Così lo faccio sentire davvero solo, come è giusto che si senta chi si azzarda a scrivere cosette in pubblico. Sbaglio?
ciambelle
Arriva di corsa
fino alla riva, frena, e col piede sinistro sfiora l’acqua, barcolla per due
secondi e si volta per guardare la madre. Un attimo dopo arriva pure il
fratello piccolo che non riesce a frenare: si ritrova in acqua, in ginocchio,
che fissa la trasparenza che arriva fino alla tellina che spinta dalla risacca
s’intravede nella sabbia. Si mette a urlare per metà divertito, e per l’altra
preoccupato per l’imminente ramanzina. Non sono ancora in costume. Niente,
oggi, non arriva nessuna ramanzina. I genitori sono coi culi affossati nella
sabbia, a un paio di metri uno dall’altro. Giocano con la sabbia. Lui scava
rimanendo sempre allo stesso livello di profondità, lei se la lascia passare
tra le dita lentamente, osservandola mentre scende. Da lontano sembrano uguali,
se non fosse per il seno di lei e il costume attillato di lui. Pochi ombrelloni
aperti, a fine giugno i villeggianti se ne stanno ancora indaffarati in città. Nel
frattempo i due bimbi sono in acqua alta quanto loro e si affogano a vicenda
fino allo sfinimento, e ridono. C’è una coppietta vicino a loro, sono un po’
nascosti da un gozzetto ancorato; si baciano e si abbracciano e si capisce che
il salato sta aumentando le voglie di entrambi.
Passa il
traghetto al largo e spacca in due il mare come un enorme cocomero, e lascia dietro
alla sua poppa una scia che oggi appare più tossica: schiuma che si mischia col
fumo nero di nafta. Poi sparisce.