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giovedì 17 novembre 2011

torbella


Si è messo a spendere con parsimonia i pochi soldi che guadagna. Il lunedì accantona una quota che deve bastargli tutta la settimana per la spesa alimentare. Poche altre cose da comprare, le ciambelle per i bimbi, il diesel e qualche caffè. Quotidiani esclusi. Stamattina mentre percorreva via di Torrenova, all’improvviso un panorama bellissimo: lo skylight di Torbellamonaca. Davvero, mi dice, quella foschia rendeva il paesaggio bellissimo. Come paese medievale moderno. Unico.  Non esiste un’altra Torbellamonaca. Davvero no. Mi racconta anche che si è fermato un attimo al lato della strada, poco prima di una fermata dell’autobus strapiena di facce e borse, e tutto il traffico pareva una sinfonia, e gli alberi e le mamme coi bambini una poesia; lui era lì che contemplava quello scorcio e ne provava un piacere sorprendente. Tutte le gambe bucate dai proiettili non c’erano più. Le donne coi mollettoni gialli tra i capelli che urlano già al primo minuto dopo il risveglio, non lo facevano più. Lo stradone alberato era pure colorato e piovevano coriandoli dai palazzi.
 Un innamorato si sveglia e si affaccia alla finestra, lo vede che sta guardando lui. Allora ha ragione, pensa. Una scintilla fa esplodere tutto il brutto che si veste di solito da male e lascia cadere morbida l’ultima parola vuota di retorica.
Vuole parlare un’altra lingua. Cominciare a studiare davvero. Esser serio davanti alla sua storia. Poi ridere come un buffone davanti ai suoi amori, alle sue piccole pietre preziose che ballano i valzer dentro i suoi occhi. Mangiare tutta la corteccia che c’è.

1 commento:

AndreaG ha detto...

Hai presente il discorso di una canzone che racconta una storia? ecco, questa impressione mi ha dato. Ti apre storie e la storia del protagonista. molto bello e solare. bel-lo!