Caldo. Un camion. Un bambino di nove
anni. Un uomo sudato. Una strada di campagna. La campagna dello zio. Niente, si
era incaponito con il padre che voleva tornare a casa con quel camion. Non
aveva mai viaggiato in un camion, prima di quel giorno. Il papà gliel’aveva
concesso. Era prima di pranzo.
Dopo due minuti che erano partiti il
camionista gli fa con uno sguardo di sbieco: Aspetta, cinque minuti e torno. Lo
osserva mentre si avvicina a dei contadini; prende due cassette di legno vuote
con una mano, e con l’altra gesticola. Passano venti minuti. Torna e ripartono.
Il bambino suda. La strada che vede davanti è stretta, lo diventa di più quando
sfiorano un canneto. Sorpassato il torrente, arrivano all’altezza di un emporio.
Stavolta gli dice solo “cinque minuti”. Prende una cassetta di pomodori e la
mette nel cassone. Poi torna indietro, e si mette ad aspettare lui cinque
minuti il negoziante. Che poi arriva. Parlano, quasi litigano, e dal vetro intravede
parolacce e parole irripetibili per la sua bocca di nove anni. Intanto suda
nell’abitacolo pieno di santini e donne nude. L’uomo ritorna. E’ arrabbiato.
Neanche lo guarda. Il bambino comincia a piangere. Magari è solo sudore
copioso. Tutto si sta mischiando sulla sua faccia. Il camion sfreccia su quella
strada poderale e sembra un elefante che avanza nella giungla. Si ferma di
nuovo. Stavolta il camionista non dice niente. Scende. C’è una donna seduta
sotto un Noce. Le mani sopra le cosce. I suoi sandali bassi che strofinano lentamente
sulla terra sabbiosa. Accanto c’è un campo di cocomeri. Lui si avvicina
lentamente. Dal vetro si capisce che si conoscono. Lui la fissa. Lei continua a
strofinare. Sono fermi nelle loro posizioni. Il camion è acceso. Il bimbo sente
un rumore salire insieme al calore. Non c’è nessuno oltre ai due là fuori. Dentro
al camion le donne nude sembrano agitarsi. I santini no, quelli stanno con quel
loro sguardo fisso verso il materasso stretto tra le spalle del bimbo e la
lamiera. Quando il bambino si volta verso i due, la donna non c’è più. L’uomo
torna a bordo e parte come una saetta. Il bambino sta piangendo da cinque
minuti e lui neanche se ne accorge.
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foto di Josef Koudelka |
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