È poetico sapere di
mutazioni casuali del DNA che ci sono capitate, con le quali abbiamo fatto i
conti per tutta la giovinezza, spesso incrippandoci, dando mille significati
diversi ai nostri passi falsi, alle nostre mosse azzeccate, improvvise, che ci
hanno fatto sentire un po’ speciali e un po’ coglioni.
Mutare o essere mutanti,
questo dilemma oggi mi fa apparire pacificato davanti alla mia storia. Almeno
per oggi. Forse anche domani. E magari per tutto settembre, che già mi emoziona
col suo ventaglio di possibilità. Col suo fresco passaggio di giornate luminose
e semplici. Con la sua carica erotica che ci spinge a voler far l’amore tutti i
pomeriggi, e a non contare più i giorni sprecati dietro a deboli prospettive.
Sì, Toni Servillo mi spinge a mutare per ogni parte da affrontare. Senza
vergogna, senza freni, quelli tanto già ci sono in me; ma con ogni molecola
allertata, ogni muscolo pronto, e tutti i sentimenti in movimento, nel
costruire il personaggio azzeccato e memorabile da cui ripartire.
This Must Be the Place (D. Byrne)
Casa è il posto in cui voglio stare
Raccoglimi e rigirami
Mi sento pietrificato – brucio con un cuore debole
(Perciò) credo che dovrei starmi divertendo
Meno ne sappiamo e meglio è
Inventiamo mentre procediamo
Piedi a terra
Testa nel cielo
Va bene, so che niente è sbagliato…niente
Ciao, ho tempo in abbondanza
Ciao, hai la luce negli occhi
E sei qui al mio fianco
Amo il passare del tempo
Mai per soldi
Sempre per amore
Copriti e dai la buonanotte
Casa è il posto in cui voglio stare
Ma credo di essere già lì
Torno a casa – lei ha sollevato le ali
Credo che questo debba essere il posto
Non riesco a distinguere l’uno dall’altro
Ti ho trovato io, o mi hai trovato tu?
C’era un periodo, prima che noi nascessimo, in cui
Se qualcuno l’avesse chiesto, è qui che sarei stato
Ciao, siamo in dormiveglia
Ciao, canto nella mia bocca
Di tutti quei tipi di persone
Hai una faccia ben attenta
Condividiamo lo stesso spazio per un minuto o due
E amami finché non mi si ferma il cuore
Amami finché non muoio
Occhi che illuminano, occhi che ti trapassano
Copri i vuoti di memoria
Colpiscimi in testa
Raccoglimi e rigirami
Mi sento pietrificato – brucio con un cuore debole
(Perciò) credo che dovrei starmi divertendo
Meno ne sappiamo e meglio è
Inventiamo mentre procediamo
Piedi a terra
Testa nel cielo
Va bene, so che niente è sbagliato…niente
Ciao, ho tempo in abbondanza
Ciao, hai la luce negli occhi
E sei qui al mio fianco
Amo il passare del tempo
Mai per soldi
Sempre per amore
Copriti e dai la buonanotte
Casa è il posto in cui voglio stare
Ma credo di essere già lì
Torno a casa – lei ha sollevato le ali
Credo che questo debba essere il posto
Non riesco a distinguere l’uno dall’altro
Ti ho trovato io, o mi hai trovato tu?
C’era un periodo, prima che noi nascessimo, in cui
Se qualcuno l’avesse chiesto, è qui che sarei stato
Ciao, siamo in dormiveglia
Ciao, canto nella mia bocca
Di tutti quei tipi di persone
Hai una faccia ben attenta
Condividiamo lo stesso spazio per un minuto o due
E amami finché non mi si ferma il cuore
Amami finché non muoio
Occhi che illuminano, occhi che ti trapassano
Copri i vuoti di memoria
Colpiscimi in testa
2 commenti:
Che Personaggio!
ah ah ah! ma chi, io o Servillo? comunque 'sta cosa l'avevo scritto prima del lab. della Susani...
voglio andare a Vaiano!
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