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giovedì 26 maggio 2011
David Bowie - Space Oddity (stereo version)
Questa canzone alle sette di mattina sul raccordo spazza via ogni ruggine notturna.
L'enorme strada si allarga e lascia passare tutti i miei sentimenti, tutti i miei desideri.
Sorpassatemi e lasciatemi in pace nella corsia lenta; qui ogni pensiero vuole che le parole escano una ad una dalla testa senza spingere, con un incedere elegante che mi riporta alle idee folgoranti dell'infanzia. Al pomeriggio dentro la controra che sposava la delicata ombra.
Insomma, tutti i viaggi del mondo dentro a questa piccola auto nera.
In fondo amo ogni piccolo dettaglio che la mia curiosità cattura e lascia davanti alla mia faccia.
mercoledì 18 maggio 2011
Tator'
domenica 15 maggio 2011
gardenia
Ho fatto bene a spostare la gardenia dall'ombra del melograno. Meritava di più. Anche lei.
è finita
Insomma, gira e rigira arrivo alla dolce consapevolezza di non appartenere palesemente a nessuna ideologia, non è facile, ma è così. Strappo ogni incertezza e intravedo nelle fessure tante belle cose da fare. In fondo, quello che faccio e che dico potrebbero bastare a dimostrare chi sono. Il resto a cosa serve? fiuto l'estetica che più mi appartiene; cerco gesta e pensieri che più mi incuriosiscono. Aspetto il meglio da me stesso.
Il vento mescola tutti i pollini possibili, e mi ritorna inaspettata l'allergia. Accettiamo anche quella.
martedì 10 maggio 2011
fine della triblogia di Zena
giovedì 5 maggio 2011
l'alba dietro l'angolo
lunedì 2 maggio 2011
HD - Balla balla ballerino - Dalla & De Gregori - Udine 2010
Ma quanto so' bravi Dalla&DeGregori, da soli valgono mezzo concerto del primo maggio.
Meno male che a quindici anni li ascoltavo spesso; meno male che in quel tempo avevo qualche appiglio poetico e fraterno. Meno male.
Oggi sto davanti alle loro canzoni come un pettirosso sta sopra un ramo di melograno fiorito, in un mattino umido di sole che tanto ricorda un fiore passato.
venerdì 29 aprile 2011
santa malora
Una bolla di sapone questo ricordo. Già è esploso, schiantatosi contro le mie ansie. Maledette. In questa settimana di eventi epocali, mi godo, nella mia casa più alta che grande, un relax dovuto ai miei poveri nervi.
Che sia un pomeriggio normale, dentro a un giorno seriale, nell'arco di un mese accettabile. Fuori da un anno terribile, di amore e paure. Di sogno e fine.
Siedo nella poltrona che accoglie ogni infima questione che sta tra me e il male.
Passo e scappo.
giovedì 28 aprile 2011
Diaframma Verde con Nicola Lagioia
mercoledì 27 aprile 2011
Kate Bush - Babooska
Oggi è nata Anita, figlia di una coppia d’amici. A cui voglio bene da molto tempo. Un tempo addirittura gli adoravo. Un tempo. Oggi non riesco più tanto ad adorare qualcuno. O qualcosa. Un tempo mi lasciavo entusiasmare con poco. Stavo lì ad aspettare l’entusiasmo. Chissà poi cosa è successo che mi ha reso così forte, così lontano dalla leggerezza. Una certa stanchezza umana. Una voglia di guardare le cose col loro colore. Niente è sgargiante se non viene riempito dai nostri sensi. Ma come ingannano certe volte i nostri sensi. Come ci lasciano seduti su di una panchina arrugginita la domenica mattina. Davanti scorrono le facce rugose dei nostri amici, e noi a contare le dita che si muovono per un saluto. Noi che nelle sere ventose di bufera stavamo seduti fino alla chiusura del pub, con addosso la felicità a orologeria. Quanta fatica per evitare le nostre sciagure imperiture. Mai un regalo inaspettato, sempre lì a cercare di prendere il prendibile. Così, stanotte, dentro questo mare virtuale di parole di biglie, scopro il profumo del mio tempo: una crema pro raso che appiccica l’aria sulla mia pelle. Seguo la sua scia lungo le scale pericolose, e prima di cadere sforzo un sorriso di notte di blu.
sabato 23 aprile 2011
big bang all'angolo della strada
Questo mi ha detto mio figlio grande l'altra sera.
Ora qui spiazzato dal profondo dell'anima mi accorgo che in superficie mando solo cosette, battute, pensieri moribondi. Il resto me lo tengo stretto al cappio del ricordo. Una inguaribile storia di timidezze e orgogli, una colossale fuga dalla realtà. Basterebbe mantenere la calma, scoprire le intuizioni e dargli una forma. Non attaccare gli altri, non urlare ai bambini e giocare coi sogni.
nessuna scusa può oggi tuonare contro il destino. Penso alle infinite storie tragiche che sbandano ai margini del mio giardino. Le urla del bambino che vuole uscire dalla stanza: la madre lo ha chiuso dentro per punizione. Noi fuori tremiamo e speriamo a un ripensamento della signora. Intorno le donne parlano ansiose di far qualcosa. Mi affido a loro quindi accendo la macchina e scappo.
Ecco un esempio di vigliaccheria contemporanea. Ecco chi sono dentro a questo consorzio variopinto.
Lascio lo spazio al mio figlio piccolo: che scriva lui parole ingenue sul mondo. Spetta a lui sognare con gli occhi aperti, a me resta un cuscino morbido e un libro aperto sull'ultima pagina.
